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Nel segno del 13 23 Edizione – Courmayeur, 10-15 dicembre


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COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL





NEL SEGNO DEL 13

23 Edizione – Courmayeur, 10-15 dicembre
Quella del VENERDI 13 è una data cara da sempre ai cultori dell’horror, ma a Courmayeur la paura del buio andrà quest’anno sottobraccio con l’abbagliante luce svedese di Henning Mankell: nel giorno della festa più importante per gli scandinavi, la sera di Santa Lucia, sarà infatti al Festival del Noir per ritirare il Raymond Chandler Award che da oltre un ventennio premia i più grandi maestri del genere.

Non è quindi un caso che anche il cinema del prossimo NoirFest dia ampio spazio alla Scandinavia con i film di Mikkel Nørgaard (THE KEEPER OF LOST CAUSES), Søren Kragh-Jakobsen (THE HOUR OF THE LYNX), Agneta Fagerström-Olsson (THE TROUBLED MAN, ovvero l'ultima indagine dell'ispettore Wallander, l’investigatore più amato dai lettori di tutta Europa).

Il profilo della selezione ufficiale 2013 ribadisce il carattere di ricerca a cui il festival è tornato negli ultimi anni con opere come il potente filippino ON THE JOB di Erik Matti, l'americano indipendente BLUE CAPRICE di Alexandre Moors, l’argentino WAKOLDA di Lucìa Puenzo, candidato all'Oscar del febbraio prossimo. Ed è naturale che rifletta il ritrovato interesse del cinema italiano per i generi con due attese anteprime cui si aggiungono altrettanti titoli fuori concorso. A Courmayeur si danno così appuntamento Lambert Wilson e Giovanna Mezzogiorno (VINODENTRO di Ferdinando Vicentini Orgnani), Roberto De Francesco ed Esther Elisha (NEVE di Stefano Incerti), Rocco Papaleo (LA VOCE di Augusto Zucchi) e la giovanissima Daisy Keeping di NEVERLAKE, thriller psicologico e orrorifico dell’esordiente Riccardo Paoletti.
Ma sono certamente i titoli di grandi autori come Ridley Scott (THE COUNSELOR – IL PROCURATORE con Michael Fassbender), Denis Villeneuve (ENEMY con Jake Gyllenhaal), Richard Shepard (DOM HEMINGWAY con Jude Law), Atom Egoyan (DEVIL’S KNOT con Colin Firth), Johnnie To (BLIND DETECTIVE con Andy Lau) a segnalarsi tra le anteprime più attese. Da quanto un festival di genere non riusciva ad allineare una simile sequenza di autentici eventi come il Noir di quest’anno?

Basti dire che, accanto al concorso per il cinema, anche il filone fantasy promette scintille con la grande “maratona” di giovedì 12 per festeggiare il ritorno de LO HOBBIT, il debutto italiano di PIOVONO POLPETTE 2, la scoperta di un nuovo eroe per i più piccoli come il gattino Tuono de IL CASTELLO MAGICO e l’incursione di Enzo D’Alò col suo fatato FLAUTO MAGICO in onore di Vincenzo Cerami.


Il lato più "colto" e originale di quest'anno al NoirFest è naturalmente affidato alle conversazioni con gli scrittori di tutto il mondo, a partire dal Premio Chandler Henning Mankell, pubblicato con molta fortuna da Marsilio ormai da un ventennio, per ritrovare una vecchia conoscenza del Noir, il best seller francese Jean-Christophe Grangé, che ha appena pubblicato da Garzanti la sua nuova misteriosa avventura, o andare alle novità del noir sudafricano di Lauren Beukes (Il Saggiatore) che si occupa della violenza sulle donne da una prospettiva per noi insolita, e del noir israeliano di Assaf Gavron (Giuntina) che affida alla fantapolitica la risoluzione di un eterno conflitto come quello della sua terra.

Nella nutrita pattuglia degli scrittori che saranno al festival spicca la partecipazione degli italiani, da Roberto Cotroneo (Bompiani), che ricalca le orme di Simenon, ai cinque finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco - La Stampa per il migliore romanzo noir dell'anno, dal fisico Federico Tavola (Mursia), al "debuttante" nel romanzo giallo Enrico Vanzina (Newton Compton), firma del cinema comico più popolare, fino alla presenza della coppia De Cataldo-Bonini con il romanzo Suburra (Einaudi), al centro del convegno di quest’anno.


Né mancheranno gli incontri con la giuria (quest'anno formata proprio da scrittori e sceneggiatori), con i protagonisti del cinema italiano e un viaggio nella memoria del genere con l'omaggio CATALANA I CRIMINAL, il cinema di genere realizzato in Catalogna sotto il franchismo da un manipolo di abilissimi artigiani come Josep Maria Forn, l'ormai ottuagenario maestro cui è dedicato l’omaggio curato da Lorenzo Codelli che accompagnerà poi la retrospettiva in tour tra Italia e Svizzera. E sarà un autentico happening la terza puntata degli incontri di VEDO NERO, realizzati in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e dedicato questa volta ai CANTIERI DELLA PAURA, le factories indipendenti dell’horror italiano con Dario Argento come “maestro di cerimonia” e protagonisti tutti da conoscere come Roberto Bianchini, John Real, Domiziano Delvaux Cristopharo, il magico duetto Boni&Ristori, Ivan Zuccon, Raffaele Picchio, Lorenzo Bianchini, il produttore Claudio Bronzo, il distributore Giovanni Costantino, la scream queen Crisula Stafida…
Il tema dell’anno è intitolato LE MANI SULLE CITTA’, e sarà un viaggio alla scoperta dei nuovi padroni criminali dell’economia italiana attraverso le sue maggiori città, Roma e Milano. Prendendo spunto dal racconto di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo per un verso, e da quello di magistrati e giornalisti milanesi sulla conquista criminale dell’Expo 2015 per l’altro, il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri proporrà una nuova tappa di quella ricognizione tra storia, cronaca e immaginario che ogni anno il festival dedica all’Italia dei misteri.

Al tema dell’anno è dedicato il manifesto dell’edizione 2013, una suggestiva metropoli fantascientifica firmata dall’artista fiorentino Giacomo Costa, attualmente in mostra allo smART di Roma, il polo per l’arte di Piazza Crati che fino al 28 novembre ospita nove enigmatici quanto inquietanti paesaggi urbani e naturali, al confine tra fotografia, architettura e science fiction, accostati a una serie inedita di ironici autoritratti dell'autore.


Intorno al tradizionale “cuore” del NoirFest fioriscono anche questa volta molte iniziative collaterali che arricchiscono il menu e ne completano la vocazione di ricerca e sperimentazione in territori innovativi. È il caso della nuova impresa del gruppo musicale L’Orage, presente al festival con un atteso video firmato da Davide Borettaz e un’esibizione live nella serata d’apertura; o il racconto a più voci della Milano della mala anni Sessanta firmato da Erica Arosio e Giorgio Maimone nel romanzo Vertigine, la cui drammatizzazione teatrale aprirà la serata di premiazione di sabato 14 dicembre, con il supporto musicale degli stessi Orage; lo spazio dedicato alle web-series firmato da Moviemax e Iulm di Milano; le misteriose incursioni di www.ammazzon.com; la presentazione del nuovo Media Partner del festival; la collaborazione multimediale con la Nuct di Roma e quella con Spotify; le anticipazioni del 2014 in chiave noir del canale televisivo laeffe che renderà uno speciale omaggio a Mankell e Wallander, così come al giallo scandinavo; le apparizioni a sorpresa dei Manetti Bros e di Federico Greco, il concorso fotografico Occhi sulla città dedicato ai social network, la premiazione del concorso Zucca - Spirito Noir, il work in progress di Francesco Cinquemani Off Stage con le vere storie dei protagonisti di Cesare deve morire e la misteriosa indagine filmata su Man Ray La casa Emak Bakia di Oskar Alegria con Tonino Benacquista.
Grazie alla collaborazione con Sony e DCinex quello di Courmayeur sarà il primo festival cinematografico italiano ad avvalersi della tecnologia Sony Digital Cinema 4K. La straordinaria qualità delle immagini così generate verrà presentata nella serata d’anteprima festival di lunedì 9 dicembre e accompagnerà poi tutta la manifestazione.
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Courmayeur Noir in Festival è una realizzazione

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Région Autonome Vallée d’Aoste

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et des Transports
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HENNING MANKELL - PREMIO CHANDLER 2013

Forse mai come nel caso di questo scrittore svedese, amatissimo dai lettori di tutta Europa ben prima di Stieg Larsson, il Premio Chandler andrebbe reintitolato per una volta al nome del più grande investigatore di tutti i tempi, Sherlock Holmes. Questo sia perché il suo ispettore di polizia Wallander sembra fortemente ispirato al fortunato personaggio di Conan Doyle, ma soprattutto perché è il confronto con il prototipo inglese che ci aiuta a comprendere meglio personaggio e scrittore. Se infatti il razionale detective di fine Ottocento scioglie i misteri con la propria capacità deduttiva, e scienza, positivismo e fiducia nel progresso sono i suoi puntelli, Wallander è frutto della crisi novecentesca, si muove alla fine di un secolo che ha svelato l'illusione del progresso, minato la fiducia dell'uomo nelle proprie capacità di interpretare il mondo, figuriamoci di dominarlo. Ma l'uomo di Mankell se è in crisi non è solo. Ecco allora che nelle sue indagini Wallander si affida a una moltitudine di "esperti", persone qualunque che hanno un'ossessione e conoscono tutto di quella ossessione. Questo espediente narrativo ha un duplice effetto: permette a un limitato poliziotto di provincia di ottenere informazioni indispensabili alla risoluzione dei suoi casi, e insieme permette allo scrittore di ritrarre un'umanità sempre interessante che non racconta solo se stessa, ma anche una società, un'epoca storica. Wallander esercita così una sorta di "investigazione democratica", raccogliendo l'eredità delle utopie degli anni '60 della Svezia progressista (reinterpretate nel giallo dalla storica coppia Per Wahlöö e Maj Sjöwall), ma anche denunciando così il progressivo sfaldamento delle relazioni umane che hanno sempre caratterizzato la provincia con l'avanzare della città globalizzata. Ci sono invece altre caratteristiche che accomunano i due personaggi. Ad esempio il procedere sempre dubbioso delle analisi investigative di Wallander, simile alla prudenza di Holmes, sempre diffidente delle conclusioni troppo affrettate. Oppure la sua istintività, quell'irrazionale lasciarsi andare a un'impossibile eppure efficace immedesimazione coi luoghi e le persone indagati, nel tentativo di captarne l'energia negativa e dunque rivelatrice del segreto che custodiscono. Si potrebbe quasi parlare di una dimensione "spirituale" del personaggio che trapela inconsapevolmente laddove l'esistenza e le idee che lo caratterizzano non autorizzano a ipotizzarla.

Mankell, come e sicuramente meglio di tanti autori suoi conterranei, sa usare il grimaldello del giallo e seminare l’inquietudine del noir per raccontare la parabola discendente della società scandinava e occidentale tutta verso "un senso di insicurezza generalizzato" che deriva dall’incrudelirsi dei crimini e dalla perdita progressiva di un orientamento etico per combatterli.

Salutato dal “The Times Literary Supplement” come uno dei personaggi più riusciti del poliziesco contemporaneo, l’amletico commissario Wallander è stato negli ultimi anni incarnato dal celebre attore-regista britannico Kenneth Branagh nell’omonima serie tv di successo, prodotta dalla BBC e trasmessa per due stagioni anche in Italia, e che verrà riproposta a breve dalla neonata tv laeffe. A Courmayeur ci sarà anche un omaggio cinematografico ad accogliere lo scrittore che verrà a ritirare il Premio il 13 dicembre.


A Henning Mankell va lo storico Premio Chandler non solo per la sua geniale reinvenzione del romanzo poliziesco in chiave contemporanea, diventato insieme spietato meccanismo di disvelamento del male e lucida interpretazione sociale della Storia, così come denuncia di un’Europa malata di xenofobia e razzismo che dimentica il proprio passato a prezzo del proprio futuro. Per una volta è un premio che va anche all’intera esistenza umana dello scrittore, da tempo impegnato in Africa sul fronte del riscatto culturale e materiale di quel continente oggi alla ribalta più che mai sia economicamente che politicamente.
Il festival ringrazia particolarmente l’Ambasciata di Svezia in Italia nonché la casa editrice Marsilio per l’imprescindibile supporto offerto per la realizzazione dell’evento Mankell.
CINEMA: SELEZIONE UFFICIALE
FUORI CONCORSO
Pokerissimo di stelle per un esordio d’autore come quello di Cormac McCarthy come sceneggiatore. Il vero noir del XXI secolo è firmato dal regista di Blade Runner.

The Counselor – Il Procuratore di Ridley Scott

Regno Unito/Stati Uniti, 117’, 2013

Con: Michael Fassbender, Penélope Cruz, Cameron Diaz, Javier Bardem, Brad Pitt, Bruno Ganz

Distribuzione italiana: 20th Century Fox

«È un racconto straordinario, è come fare una corsa sulle montagne russe. Nella sceneggiatura sono presenti situazioni e personaggi epici e un senso d’ineluttabilità per qualcosa di orribile che sta per capitare e che nessuno può evitare. I personaggi sono merce avariata; sono in gamba, ma si barcamenano nel loro lavoro». [Ridley Scott]

La ronda degli equivoci scandisce questa black comedy ad alto tasso di adrenalina che ricompone, dieci anni dopo, la formidabile coppia di Infernal Affairs. Johnnie To non tradisce!

Blind Detective di Johnnie To

Hong Kong/Cina, 129’, 2013

Con: Andy Lau, Sammy Cheng, Guo Tao, Zi Yi

Vendite estere: Media Asia Film

Lui è stato un brillante poliziotto ma da quando un distacco della retina l’ha privato della vista si è trasformato in investigatore privato che si guadagna da vivere risolvendo “cold cases” per incassare la taglia. Lei è un detective col distintivo, forte e decisa, ma minata dal rimorso di non aver salvato un’amica… tanti anni prima. I due vanno a formare una fantastica quanto inattesa coppia, ciascuno con un diverso obiettivo in testa.

C’era una volta un paese in cui sembrava impossibile che l’arte potesse influenzare la vita. Era il paese di Alighiero Noschese, capace di far tremare politici e potenti, ma solo in tv. Poi gli imitatori uscirono dal recinto…

La voce di Augusto Zucchi – Opera prima

Italia, 100’, 2013

Con: Rocco Papaleo, Augusto Zucchi, Antonia Liskova, Giulia Greco

Produzione: Blackout Entertainment

Nella Italietta dei misteri e degli inganni, la storia di un abilissimo quanto problematico imitatore che viene sfruttato dai Servizi Segreti per fare alcune telefonate con la voce di un Ministro morto d’infarto. A questa prima telefonata, perfettamente riuscita, se ne aggiungono altre, sempre più compromettenti e pericolose, fino ad arrivare a un tragico quanto inevitabile finale.

CONCORSO
La brutalità, il mistero, l’infanzia violata: da sempre i temi cari al grande regista canadese. In anteprima internazionale il film che anche oggi divide l’opinione pubblica americana.

Devil's Knot di Atom Egoyan – Film d’Apertura

Stati Uniti, 114’, 2013

Con: Colin Firth, Reese Witherspoon, Dane DeHaan, Mireille Enos, Bruce Greenwood

Distribuzione italiana: Notorius Pictures

Tre ragazzini vengono trovati morti in circostanze misteriose che fanno parlare di riti satanici e di omicidi rituali. Nella Memphis degli anni ’90 il caso divenne un clamoroso fenomeno popolare, specie quando alla sbarra furono portati dalla polizia tre adolescenti accusati senza prove evidenti. Il processo divise l’opinione pubblica e divenne il “caso dei tre di Memphis”…
Una sfida tecnica e stilistica, un noir che viaggia nel bianco assoluto. Dal regista di L’uomo di vetro e Gorbaciof un nuovo esempio di come il genere possa servire un autore. Anteprima mondiale.

Neve di Stefano Incerti

Italia, 90’, 2013

Con: Roberto De Francesco, Esther Elisha, Massimiliano Gallo

Produzione: Eskimo

Un uomo in viaggio a bordo di una station wagon verde. Alla ricerca di qualcosa, forse la refurtiva di una rapina dimenticata. Una donna, scaricata e poi inseguita da un piccolo gangster, cui forse ha sottratto qualcosa di grosso. Perché Donato decide di soccorrere Norah, e portarla con sé lungo un tratto del suo misterioso percorso? Perché Norah non si allontana da Donato, ma gli sta addosso fino alla fine, fino a scoprire per intero le ragioni della sua ricerca?

L’autore interprete del “Dogma” veste i panni di un Bergman danese per firmare un thriller della mente, uno scontro di sensibilità femminili in cui la posta in gioco è la vita di un uomo.

I lossens time - The Hour of the Lynx di Søren Kragh-Jacobsen

Danimarca, 100’, 2013

Con: Sofie Gråbøl, Signe Egholm Olsen, Frederik Johansen, Pelle Falk Krusbæk

Vendite estere: The Match Factory

Helen, un pastore donna, viene contattata da Lisbeth, una ricercatrice che ha un disperato bisogno d'aiuto per un caso che riguarda un ragazzo rinchiuso in un ospedale psichiatrico di massima sicurezza dopo l'omicidio di una coppia di anziani e un tentativo di suicidio compiuto per "volontà di Dio". Lisbeth è la responsabile di un progetto che prova a umanizzare i detenuti traumatizzati e violenti attraverso la cura di animali domestici. Ma l'esperimento fallisce quando il ragazzo improvvisamente perde il controllo di sé. Temendo un nuovo tentativo di suicidio, la scienziata e il pastore, ognuna con la propria convinzione, cominciano un viaggio parallelo nel tentativo di salvarlo.

Il nuovo vive a est: il cinema filippino sintetizza oggi la rabbia sociale e l’estetica scintillante del neo noir. Metropoli del furore, sogno, degrado e destino in un melodramma senza speranza.

On the Job di Erik Matti

Filippine, 121’, 2013

Con: Piolo Pascual, Gerald Anderson, Joel Torre

Vendite estere: XYZ Films

A Manila, quattro uomini con le loro ambizioni e passioni, fanno il possibile per mantenere se stessi e le proprie famiglie. Da un lato due detenuti che entrano ed escono dal carcere per degli omicidi su commissione, dall'altro due agenti che indagano su questa serie di delitti. Caduti in una ragnatela di macchinazioni e corruzioni che coinvolgono alti funzionari dello stato, i quattro protagonisti si trovano l'uno contro l'altro coinvolti in uno scontro frontale per una storia più grande di loro.

Nel cuore della violenza senza motivo apparente. Dentro il cervello della serialità omicida che a intervalli regolari si accende in America e contagia il nostro mondo.

Blue Caprice di Alexandre Moors – Opera prima

Stati Uniti, 94’, 2013

Con: Isaiah Washington, Tequan Richmond, Joey Lauren Adams, Tim Blake Nelson

Vendite estere: Recreation

Ispirato a eventi realmente avvenuti, il film ripercorre la genesi dei fatti accaduti nell'ottobre del 2002 quando nell'area di Washington D.C. due cecchini seminarono il terrore uccidendo a caso una ventina di persone.

«Volevo fare un film su come un padre allena un ragazzo a diventare un killer e su come lo prepara a una missione. Ma volevo che fosse qualcosa di puro e astratto. [...] È un film sulla loro relazione. Non abbiamo bisogno di vedere un bagno di sangue inquietante, sappiamo già il finale di quella storia. La parte che non conosciamo è quella che riguarda John e Lee. E questo è quello che desideravo esplorare». [Alexandre Moors]


Quando il thriller politico diventa indagine interiore. L’altra faccia del perbenismo scandinavo, la trasposizione al cinema del best seller di Jussi Adler-Olsen.

Kvinden i buret - The Keeper of Lost Causes di Mikkel Nørgaard

Danimarca, 100’, 2013

Con: Nikolaj Lie Kaas, Fares Fares, Sonja Richter

Vendite estere: TrustNordisk

In seguito al fallimento di un’operazione, l’ispettore capo Carl Mørck è riassegnato al Reparto Q, una sezione per casi irrisolti o chiusi. Vi lavorano lui e Assad, il suo nuovo assistente. Nonostante l’ordine di limitarsi a leggere e archiviare i fascicoli, la cocciutaggine di Carl li porterà ad affrontare l’enigma di Merete Lynggaard, una politica scomparsa cinque anni addietro a bordo di un traghetto. «Questa è una storia sul lato oscuro della vita, su cosa succede quando non si può lasciare andare il passato, quando ti divora da dentro ». [Mikkel Nørgaard]

Che faccia ha il boia visto da vicino? La Bariloche di Mengele è come la Roma di Priebke, una terra della normalità che nasconde l’orrore. Il passato, apparentemente sepolto, torna attuale…

Wakolda di Lucia Puenzo

Argentina/Francia/Spagna/Norvegia, 93’, 2013

Con: Alex Brendemühl, Natalia Oreiro, Diego Peretti

Vendite estere: Pyramide International

Distribuzione italiana: Academy Two

Patagonia, 1960. Un medico tedesco incontra una famiglia argentina e la segue sulla lunga strada del deserto per Bariloche, dove Eva, Enzo e i loro tre figli hanno intenzione di aprire una casa alloggio presso il lago Nahuel Huapi. Questa famiglia modello risveglia la sua ossessione per la purezza e la perfezione, in particolare Lilith, una dodicenne con un corpo troppo piccolo per la sua età. Ignari della sua vera identità, Eva ed Enzo lo accettano come il loro primo ospite. “Ho passato quasi un anno a scrivere la sceneggiatura di Wakolda, basata sul mio romanzo omonimo, immersa nelle complesse ragioni che portarono il governo argentino ad aprire le porte a molti nazisti, e persino a emanare una legge che consentisse l'uso dei loro veri nomi, mentre intere città - come Bariloche - erano disposte ad accoglierli amichevolmente. Perché centinaia di famiglie argentine diventarono complici di questi uomini?” [Lucía Puenzo]



Shepard è un narratore dal tocco unico; Jude Law è un protagonista carismatico e istrionico. Insieme fanno scintille e firmano un noir indimenticabile. Anteprima europea.
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